La lezione del canarino

intervista a Raffaele La Capria
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Galleria Ghelfi 10-18 dicembre 2016 ore 18,00
La lezione del canarino
Personale di Enrico Mitrovich
Galleria Ghelfi 10-18 dicembre 2016
Il titolo di questa mostra cita quello del racconto di Raffaele La Capria, nel quale lo scrittore
napoletano dice come ha capito che fare letteratura significa trovare le parole giuste per
trasmettere un’emozione.
L’autore scrive che lo scoprì un giorno mentre tornava a casa dalla scuola. Stava attraversando
i giardini della Villa comunale, ed ecco che un canarino gli si posa sulla spalla. Sorpreso da
questo fatto che gli pare straordinario e meraviglioso, sente che il suo cuore batte forte per
l’emozione.
Adesso il canarino sentirà il battito del mio cuore – pensò – e volerà via. E infatti il canarino
lo sentì e volò via.
Il bambino corse a casa a raccontare alla mamma la cosa straordinaria che gli era capitata,
ma quando disse “mamma, un canarino si è posato sulla mia spalla!”, si accorse subito di
non aver detto nulla dell’emozione che aveva provato, perché la frase che avevo pronunciato
non la conteneva.
Come fare dunque a dirla? Ci pensò e ripensò, e da allora tutto il suo lavoro di scrittore
è consistito nel tentativo di dare una risposta a quella domanda. Perché capì che per
esprimere quell’emozione non gli bastava una semplice frase. Capì che per conquistare
il castello dell’emozione doveva muovere un esercito di parole secondo una strategia precisa
e un piano d’attacco. Fu questa “La lezione del canarino”.
Ciò che il maestro napoletano afferma per la scrittura vale, mutatis mutandis, anche per la pittura.
Un approccio che ricorda il dibattito teorico disputato dai pittori italiani del primo Novecento
sul significato della pittura e sui requisiti necessari per praticarla (i “Valori plastici”).
Anche per questo il breve e intenso racconto di La Capria ha in sè la forza di una guida e se dovessi
prendere spunto per una forma di ortodossia metodologica, è proprio su questo piano che mi
piacerebbe praticarla.
Rivelazione, metodo, ortodossia, sono però parole spesso utilizzate in modo ideologico con
finalità assai diverse da quelle professate in partenza, ma “la lezione del canarino” è un’eccezine:
non si corre nessun pericolo, un antidoto naturale lo protegge da qualsiasi mistificazione
manipolatoria: il canarino, se il nostro cuore non è in grado di battere forte per l’emozione,
non si posa.
E. M.Pagine-da-Il-Giornale-Di-Vicenza-13-12-2016
Galleria Tino Ghelfi, Contrà Pescherie Vecchie 29,Vicenza
tel. 0444 324476, cell. 348 3600166
info@galleriaghelfi.com http://www.galleriaghelfi.com


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