Le tecniche
La scelta di utilizzare tecniche pittoriche differenti nei vari cicli di lavori realizzati nel corso di oltre trent’anni di attività nasce da un duplice indirizzo, apparentemente divergente ma riconducibile a una medesima esigenza di ricerca.
Da un lato, ho sentito la necessità di confrontarmi con le tecniche tradizionali della pittura, affrontandole attraverso lo studio diretto dei testi di numerosi artisti e teorici del Novecento che hanno riflettuto in modo sistematico sui procedimenti tecnici. Dai pittori del ritorno all’ordine dei primi decenni del secolo scorso, fino ai contributi teorici di artisti come Giorgio de Chirico — con il suo piccolo manuale di tecnica pittorica — e Gaetano Previati, per arrivare ai manuali di Eric Hebborn, in particolare The Art Forger’s Handbook del 1995.
Questi testi, pur provenendo da contesti e intenti differenti, ripercorrono in larga parte le tecniche pittoriche così come venivano insegnate nelle botteghe rinascimentali del Cinquecento. Il mio lavoro si è quindi concentrato sia sulla ricostruzione di tali procedimenti, sia sulla ricerca di soluzioni alternative nei casi in cui gli ingredienti originari non fossero più reperibili, essendo stati progressivamente sostituiti, a partire dall’Ottocento, da prodotti di sintesi legati ai processi di industrializzazione.
Il secondo indirizzo della mia ricerca ha invece riguardato la sperimentazione di tecniche specifiche per ciascun soggetto affrontato. In cicli di opere come quello dedicato ai videogiochi, ho sviluppato procedimenti e materiali capaci di avvicinarsi maggiormente all’immaginario digitale, caratterizzato da colori saturi, luminescenze artificiali e instabilità visiva. In questo contesto si colloca l’uso delle bruciature su lastra metallica, ottenute mediante saldatura ad arco, che provoca alterazioni superficiali e vibrazioni materiche. Tali interventi evocano il tremolio e la scomposizione delle interfacce grafiche, traslando nel linguaggio pittorico suggestioni proprie dell’esperienza elettronica e digitale.